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Concimi NPK: caratteristiche e utilizzo

By 30 Luglio 2019

Per apportare alle piante il nutrimento di cui hanno bisogno è necessario utilizzare un concime che soddisfi le loro esigenze.
Ciò permetterà che queste si sviluppino in modo sano e adeguato.
Esistono svariate tipologie di fertilizzanti, ognuno dei quali con dosi diverse di macroelementi, indispensabili a questo fine.
In questo articolo concentreremo la nostra attenzione su una famiglia in particolare: quella dei concimi NPK.

Caratteristiche dei concimi NPK

Piantine che crescono nella terra - Concimi NPK: caratteristiche e utilizzo

Sono dei fertilizzanti ternari, contengono cioè 3 elementi:

  • N (Azoto): svolge un ruolo importante nella crescita e nella rigenerazione delle piante e agisce sulla colorazione fogliare. Senza di esso, le piante non riescono a crescere come dovrebbero e il raccolto non darà i frutti sperati. Tuttavia, anche una quantità eccessiva di azoto ha degli effetti negativi: una fioritura e una maturazione precoce dei frutti, una maggiore fragilità della pianta, una maggior frequenza di malattie e infestazioni di parassiti.
  • P (Fosforo): rafforza le radici, migliora la fioritura ed è essenziale per la fotosintesi. È quindi un elemento indispensabile in più fasi della crescita della pianta, da quando nasce fino al momento della fioritura. Se il fosforo è carente, la pianta sarà più fragile, le foglie cambieranno colore, le radici faranno fatica a svilupparsi e la fioritura tarderà ad arrivare. In caso di eccesso di fosforo, evento assai raro ma comunque possibile, la pianta verrà danneggiata in modo indiretto poiché può portare a una carenza di altri micronutrienti.
  • K (Potassio): aiuta la pianta nell’assorbimento dell’acqua, contribuendo così al suo bilancio idrico. Con l’assimilazione di questo elemento, il vegetale si irrobustirà e svilupperà una buona resistenza, anche verso malattie e sbalzi termici estremi. Il potassio è anche un determinante del sapore finale dei frutti. Se presente in quantità minima, la pianta si indebolirà e nei periodi di siccità tenderà a traspirare maggiormente e assorbire una quantità minore di acqua. Un eccesso di potassio comporterà, invece, una concentrazione salina troppo elevata e una carenza di nutrienti fondamentali.

I concime NPK oltre a contenere questi 3 macroelementi, hanno al loro interno anche microelementi, seppur in quantità minore, necessari ai vegetali.

Tipologie di concimi NPK

Concime - Concimi NPK: caratteristiche e utilizzo

Si presentano in due forme distinte: solida e liquida.
Nonostante per la pianta non ci sia differenza in quale forma venga somministrato il concime, quanto piuttosto la sua composizione, queste due tipologie presentano vantaggi e svantaggi.

Concime solido: viene rilasciato lentamente  garantendo un effetto di lunga durata. Inoltre la pioggia non rappresenta un problema in quanto non è soggetto al dilavamento, rendendosi così ideale per le coltivazioni all’aperto. Solitamente il prodotto viene distribuito solo in superficie, tranne nei casi di piante con radici profonde che, in questo modo, possono assorbire tutti gli elementi nutritivi.

Concime liquido: è meno adatto per le coltivazioni all’aperto, mentre è fortemente indicato per le piante in vaso o da balcone. Può essere aggiunto all’acqua per poi innaffiare  oppure somministrato allo stato puro alla singola pianta. In casi particolari, si può spruzzare direttamente sulla parte inferiore delle foglie.

Quando utilizzare i concimi NPK

Piantina che si sviluppa nel terreno - Concimi NPK: caratteristiche e utilizzo

I fertilizzanti non possono essere utilizzati in qualsiasi momento dell’anno. Al contrario, devono essere somministrati in periodi ben precisi per poter ottenere il massimo rendimento.
Prima però dobbiamo fare una distinzione tra le tre tipologie di concimi NPK:

  • Minerali: hanno un’origine naturale e vengono ottenuti per mezzo di una reazione chimica o meccanica tra i componenti. Si degradano immediatamente, tanto che sono prontamente assimilabili.
  • Organo minerali: contengono elementi sia minerali che organici. I tempi di assimilazione sono una via di mezzo tra quelli degli altri due concimi.
  • Organici: hanno un’origine naturale (es: letame, ossa, corna,…) e possono impiegare settimane o addirittura mesi prima che siano assimilabili dalle piante.

Detto questo, in che periodo dovremmo concimare?
Il concime organico andrebbe essere somministrato in autunno/inverno, in preparazione allo sviluppo della pianta. Così facendo le sostanze nutritive saranno pronte per essere assorbite in primavera, quando la pianta è in crescita.
A inverno inoltrato/inizio primavera si passa al concime organo minerale per i suoi tempi più brevi, e quindi utilizzabile a ridosso della ripresa vegetativa.
L’ultimo a essere somministrato è il concime minerale, a primavera, ovvero nel momento in cui le piante hanno maggior bisogno di tutti gli elementi nutritivi indispensabili.

I concimi NPK sono un valido aiuto nella crescita delle piante ma è bene sapere quale tipologia utilizzare e in che periodo. Seguendo i nostri suggerimenti potrai prenderti cura dei tuoi amici del mondo vegetale in modo più consapevole e efficace.